Presentato il 20 ottobre durante la Festa del Cinema di Roma, il corto “Anatomia di un amore” diretto da Manuela Tempesta è riuscito decisamente ad attirare l’attenzione su di sè. Mettendo in scena la fine di un amore vissuta ai giorni nostri, si avvale dalla partecipazione di Elisabetta Pellini, Annalisa Aglioti, Alessandro Tersigni, Giovanni Maria Buzzati e Nadia Kibout. Il progetto, di cui la Manuela Tempesta è regista, è stato prodotto da Gianluca Cerasola ed Elisabetta Pellini per rispondere al bisogno di parlare dell’amore e di quel che succede quando l’amore finisce.

Alla presentazione di “Prem1ere Film Shorts for Feature” tra gli ospiti anche il regista e figlio d’arte Brando De Sica che nel corso dell’iniziativa è stato premiato con il premio “Younger’s in Movie”. A consegnare il riconoscimento è stato il produttore Daniele Urciolo della “Alfiere Production”. Attualmente Brando De Sica sta per realizzare il suo primo lungometraggio e durante la conferenza stampa il regista ha sottolineato che realizzerà film di qualità con giovani attori.

Manuela Tempesta cura la regia di “Anatomia di un amore”

festival del cinema di Roma 029a

Le scelte stistiche seguite nella realizzazione dell’opera mirano proprio ad una resa maggiore di quelli che sono i turbamenti dell’animo umano, specie in situazioni dolorose come l’abbandono da parte delle persone care. Dal punto di vista visivo, ad esempio, gli ideatori hanno optato per la ripresa a mano, più dinamica e frenetica. L’intento è quello di rendere meglio sullo schermo l’agitazione e il dramma vissuto dalla protagonista, Giulia, nel momento in cui realizza che l’uomo che ama, Marco, non tornerà più con lei. A corredare e arricchiare le scene ci sono poi le musiche di Luca Bussoletti e di Cristiano De Andrè, nonché le animazioni versione cartoon. Ad occuparsi di quest’ultime è stata l’artista internazionale Virginia Mori in collaborazione con lo Studio Jupiter.

Anatomia di un amore: il corto che porta verso un nuovo tipo di cinema

Figure di talento, figure professionalmente serie e che credono nel potere delle immagini, hanno scelto di investire il loro tempo e la loro esperienza in questo corto, interpretandolo come un viaggio all’interno di un vero e proprio “precipizio emozionale”. Il progetto di Manuela Tempesta sembra indirizzarsi verso lo sviluppo di un nuovo tipo di cinema, introspettivo ma dinamico, profondo ma attuale, che possa dare voce alla condizione moderna e risposta alla confusione delle emozioni. E’ in questa direzione che punta la storia di Giulia. La protagonista, che ha scoperto il tradimento del suo ragazzo, vive un disagio emotivo così straziante da veder compromesso il suo equilibrio psichico. Immagina come sarebbe uccidere Marco e comincia a confondere i suoi sentimenti con la realtà circostante.

LASCIA UN COMMENTO