Un dicembre speciale per tutti gli appassionati del Signore degli Anelli: il secondo capitolo del prequel della saga firmata dalla penna di Tolkien ritorna al cinema sotto la direzione del regista Peter Jackson, che punta su un genere più thriller con l’obiettivo di condurre lo spettatore in nuove ambientazioni. Il film “Lo Hobbit – La desolazione di Smaug” presente nelle nostre sale dal 12 Dicembre 2013, è stato presentato a Los Angeles il 3 Dicembre con una sfilata di attori internazionali protagonisti della pellicola: Orlando Bloom, Martin Freeman, Richard Armitage, Benedict Cumberbatch, Luke Evans, Stephen Fry e ovviamente Peter Jackson.

Lo Hobbit convince il pubblico
Lo Hobbit – La desolazione di Smaug arriva nelle sale italiane

Nella giornata di ieri gli incassi sono saliti a quota 1.18 milioni di euro, con una media di 2000 euro per copia. Questo significa che in 3 giorni il kolossal ha raccolto 2.4 milioni di euro e cercherà di arrivare ai 4 milioni con la giornata di oggi. Una premiere importantissima che per l’occasione è stata trasmessa in diretta streaming da You Tube e sulla pagina ufficiale Facebook del film. Da sottolineare anche la presenza dell’attrice Evangeline Lilly, attrice lanciata al successo alla serie Lost che interpreta il personaggio di Tauriel, non presente all’interno del libro e che per questo ha suscitato non poco malcontento da parte dei puristi della saga. A condividere con lei le critiche c’è anche Orlando Bloom: il suo elfo Legolas è infatti incluso nel prequel e anche nel suo caso si tratta di un’aggiunta voluta dagli sceneggiatori, perché la storia essendo ambientata in sessant’anni prima del primo capitolo della saga difficilmente potrebbe includere il suo personaggio.
Il vero protagonista della premiere però è stato Peter Jackson, che non sembra aver dato dichiarazioni illuminanti circa le critiche dei fans. Il regista è infatti apparso molto entusiasta del suo lavoro, di cui ha svelato tanti retroscena e curiosità: “Ormai mi considero un esperto di trilogie e devo dire che il secondo capitolo è sempre il più facile, perché non devi faticare per introdurre nuovi personaggi al pubblico, che in un certo senso sa già chi si troverà davanti, e hai sempre un terzo capitolo con cui poter tirare le fila”.

LASCIA UN COMMENTO