Al Giffoni Film Festival 2011 è stato il momento di Jovanotti, il protagonista di una giornata davvero indimenticabile per la rassegna cinematografica. Gli organizzatori del Festival hanno definito il momento d’incontro con Jovanotti “una commovente confessione a cuore aperto regalata ai ragazzi” e, la presenza di Lorenzo Cherubini a questo evento ha messo ancora una volta in evidenza la grande capacità di creare empatia nel pubblico. L’edizione di quest’anno del Giffoni Film Festival, giunto alla 41esima edizione, si sta tenendo proprio in questi giorni; la kermesse iniziata il 12 luglio, proseguirà fino al 21 luglio, a Giffoni Valle Piana, vicino a Salerno.


Ecco quali sono state le prime parole del cantautore romano: “Vorrei travestirmi da giurato, passare dall’altra parte, godermi i film e questa bellissima esperienza! Questo Festival va difeso e sostenuto ancora di più, va aiutato sempre, come diceva Truffaut è un Festival necessario”, ha detto Jovanotti.
L’artista si è dilungato nel parlare dell’arte cinematografica e soprattutto di quanto sia in grado di appassionarlo un film. Ancora una volta, ecco le parole del musicista: “Il cinema mi appassiona perché nella mia vita le immagini hanno sempre contato di più della letteratura. Da ragazzino non amavo i libri, ma ascoltavo e guardavo molto. Ho sempre avuto un approccio visivo all’esistenza. A 10 anni sognavo di diventare un fumettista o un cartoonist mi ispirava ‘Lupin III’, in disegno il mio voto era dieci”.
Dal cinema alla musica, il suo campo vitale, Lorenzo ha proseguito parlando del tour “Ora“, definendolo uno spettacolo profondamente personale. Metaforicamente un vestito che si cala alla perfezione, quasi un’estensione del corpo.



Durante la consegna del Premio Truffaut i momenti divertenti non sono mancati. Jovanotti infatti ha parlato della sua predilezione per le “s” che non lesina durante la scrittura delle canzoni. Il cantautore ha spiegato che quando scrive i testi mette le consonanti senza pensare poi alla difficoltà durante i live.
Jovanotti poi ha parlato del modo di stesura delle canzoni, dicendo che attualmente utilizza l’iPad mentre qualche tempo fa utilizzava i classici quaderni. Infine, a riguardo della musica ha concluso dicendo che l’equilibrio è ciò che ricerca costantemente, ed è la zona che più gli interessa esplorare, superando la banalità.
Lorenzo Cherubini ha consigliato i giovani di non perdere mai le speranze verso se stessi e soprattutto in relazione alla questione del tanto discusso talento. Il cantautore ha spiegato quanto sia importante per un’artista credere nei propri desideri e definendo il talento “una promessa di continuità nel mondo, una garanzia per la sopravvivenza che rivoluziona le sorti dell’universo e riapre i giochi”. In un’ovazione di pubblico Jovanotti ha espresso la sua volontà di vedere i giovani alla conquista dei loro desideri con parole che hanno da subito emozionato e sono arrivate dirette, qualità che il cantautore dimostra quotidianamente nelle canzoni e anche nel dialogo con le persone.



Ecco quali sono state le parole che hanno scatenato il totale consenso del pubblico: “Vivete e basta, fregatevene, succhiate tutto quello che c’è. E non vi lamentate mai perché dipende tutto da voi, dall’energia che ci metterete, e se i frutti non dovessero vedersi, l’impegno profuso sarà il vostro risultato”.
Momento anche intimista per Jovanotti che ha parlato del fratello Umberto scomparso in seguito ad un incidente aereo. A riguardo il cantautore ha detto di sentire un grande vuoto e di percepire davvero la mancanza di una persona che gli ha insegnato tutto, dall’amare la musica all’essere entusiasta della vita.
L’ottimismo, poi, sembra essere una parola che non piace molto a Jovanotti in quanto ha spiegato ad una platea totalmente raccolta intorno a lui, che le parole sono come i luoghi e che il significato data da una frase è sempre differente, senza bisogno di apporre per forza delle etichette. E con la frase “Non sono ottimista, sono me stesso“, Jovanotti ha salutato il pubblico, accontentandolo pienamente, ancora una volta.
Ragazzi, siete il meglio di questo Paese. Non mollate” e Jovanotti diventa ancora un “ragazzo” proprio come i molti presenti lì, ad ascoltarlo.

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