Ha un ruolo chiave nel nuovo film di Angelo Maresca, “La madre“, in cui recita accanto a professionisti del calibro di Carmen Maura, una delle incontrastate muse di Pedro Almodovar, e Stefano Dionisi. Lui è Giordano Petri, attore bello quanto bravo, che deve alla sua lunga gavetta l’irresistibile ascesa professionale che da qualche anno continua a vederlo protagonista.

Intervista esclusiva all'attore Giordano Petri
Intervista esclusiva di GenteVip all’attore Giordano Petri

Giordano, sei uno dei protagonisti del film “La madre”. Com’è nata questa avventura professionale?

In quest’opera in realtà ho un piccolo ruolo ma fondamentale al racconto. L’incontro che ho con il protagonista rappresenta la chiave di volta per la storia: vado da don Paolo per confessarmi, dopo aver tradito mia moglie, e nel racconto dei miei errori, nei miei sensi di colpa rivede se stesso. Una sorta di specchio dell’anima su cui poter costruire un cammino di catarsi e di purificazione. Sono stato scelto dal regista Angelo Maresca dopo una serie di provini e sono stato davvero molto felice dell’opportunità che mi è stata data di lavorare con grandi attori.

Ricordi qualche aneddoto legato alle riprese?

Ce n’è stato uno che molto divertente. Stavo per iniziare a girare una scena molto emotiva, la confessione con Don Paolo alias Stefano Dionisi per intenderci. Eravamo al centro della chiesa e io dal fondo dovevo percorrere tutta la navata trafelato implorando l’ascolto del Padre. Al primo ciak io faccio tutta la mia camminata e quando arrivo davanti all’altare supplicando il suo aiuto inciampo sul gradino e prendo uno scivolone, spalmandomi praticamente per terra. Per un secondo ci siamo fermati tutti, io non ho avuto il coraggio di sollevarmi da terra… fino a quando sono scoppiate le risate di tutti!

Che effetto ti ha fatto recitare accanto a una star internazionale come Carmen Maura?

Un sogno che si realizza! A chi mi ha fatto questa domanda ho sempre risposto che l’emozione più grande è stato l’incontro con Carmen! Una donna con uno sguardo che ti penetra e che ti toglie il respiro. Ho visto tutti i suoi film e per me poterla incontrare, fare insieme le prime letture è stato molto formativo. Come una spugna ho ascoltato tutti i suoi suggerimenti. Abbiamo parlato molto e ho ancora vivo in me il momento del suo abbraccio alla fine del primo giorno di lettura in produzione. Posso davvero dire che oltre che una grande artista è una grande donna.

Ti abbiamo visto anche nell’ultima stagione di “Un medico in famiglia”. Quali ricordi conservi?

Recitare nella fiction ‘Un Medico in Famiglia’ è stata un’esperienza incredibile umanamente e artisticamente parlando. La famiglia Martini è un po’ come la tua famiglia, c’è un grande affetto che lega tutto il cast e credo che questo la gente lo percepisca. Se poi aggiungiamo che questo è uno dei pochi prodotti televisivi che mette d’accordo tutta la famiglia il segreto di quasi 10 anni è presto spiegato! Molti si rivedono nei personaggi: nonni, nipoti e genitori. Quest’anno ci sono stati nuovi personaggi e nuove storie, ma il fattor comune sempre la presenza di bei sentimenti! Abbiamo tutti un gran rispetto del prodotto, cerchiamo ogni giorno di essere sinceri con le storie che raccontiamo. Con Margot Sikabonyi alias Maria Martini ci sentiamo e vediamo spesso.

Il ruolo che moriresti dalla voglia di interpretare?

Impulsivamente mi verrebbe da dire un supereroe con mille superpoteri! Ma sono tanti i ruoli o personaggi che vorrei interpretare. Mi affascinano ruoli storici e religiosi, ma anche l’action e il thriller psicologico. La commedia o l’horror. Non ho particolari preferenze sui ruoli, potrei passare dal cameriere al sovrano, da un’agente segreto ad un film biografia… e perché no anche recitare in un musical sarebbe una bella esperienza! Un attore deve essere sempre pronto a qualsiasi ruolo gli venga proposto, come una pagina bianca pronta ad essere utilizzata per scrivere una nuova storia.

Il regista, l’attore e l’attrice con cui ti piacerebbe collaborare?

Di registi che ammiro e stimo ce ne sono tanti e di questi mi piace il modo in cui raccontano le loro storie: d’istinto penso a Sorrentino, Virzì, Diritti, Castellitto, ma anche molte giovani leve come Laura Luchetti, Edoardo Leo, Sergio Basso. Mi piacerebbe lavorare con tutti loro. Per quanto riguarda i colleghi attori non è facile dare dei nomi. L’Italia è un paese ricco di talenti, e non lo dico per diplomazia. Mi piacerebbe continuare a lavorare con quegli attori che hanno la consapevolezza del sacrificio per questo mestiere, che non sono improvvisati e che, come me, non finiscono mai di sognare, di imparare e di emozionarsi.

Progetti futuri?

Quest’anno abbiamo messo in scena lo spettacolo teatrale “A volte non abito qui. Parole per raccontare l’epilessia” con Francesca Reggiani e Federica Flavoni. La piece teatrale era basata su vere testimonianze di malati di epilessia raccolte dal professor Oriano Mecarelli e dalla fondazione LICE. A Roma abbiamo avuto un bel riscontro di pubblico, quest’autunno dovremmo portarlo in giro per l’Italia. Ancora, c’è un progetto sulla vita di Alda Merini, ma è ancora prematuro parlarne. Inoltre, sto scrivendo la sceneggiatura di un film che vorrei realizzare. E poi provini, provini, provini! Se vi va, seguitemi sulla mia pagina facebook ufficiale Giordano Petri e sul mio sito www.giordanopetri.it per conoscere in anteprima i miei progetti futuri.

Quando non lavori come ti piace trascorrere la tua quotidianità?

Ciò che amo di più e che faccio più volentieri nel mio tempo libero è dedicarmi a qualcosa che soddisfi sia il bisogno di rilassarmi che di crescita personalmente e culturalmente. Per questo, amo leggere, magari in un posto tranquillo e luminoso… per esempio sotto un albero in una pineta al mare, o nelle splendide ville di Roma, ma anche semplicemente sul divano di casa. Non disdegno nemmeno il rivedere qualche bel film della mia collezione personale e quando posso cerco di viaggiare alla scoperta di nuovi mondi e nuove culture.

Tra dieci anni come ti piacerebbe vederti?

Tra 10 anni spero di continuare ad emozionare ed emozionarmi… di essere creativo, di uscire dal foglio bianco e guardare oltre, di essere capace di stupirmi. Walt Disney amava dire “Se puoi sognarlo, puoi farlo”. Spero di continuare a fare questo lavoro con la tenacia, passione ed autodeterminazione che ho avuto finora, dando sempre il meglio di me, fino in fondo. Poi se il sogno continuerà a realizzarsi bene, altrimenti avrò sempre la consapevolezza di aver realizzato comunque qualcosa di grande, cioè di aver costruito me stesso fino ad arrivare dove sono.

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