Cinema – Giancarlo Magalli parla del doppiaggio nel film “Il libro della Giungla”. Magalli è uno delle colonne portanti della televisione italiana, ogni giorno sempre più telespettatori si sono abituati alla sua presenza alla conduzione del programma i Fatti Vostri accompagnato da Adriana Volpe, Marcello Cirillo e ovviamente Paolo Fox.

In questi giorni Giancarlo Magalli lo troviamo nelle sale cinematografiche italiane grazie al film “Il Libro della Giungla“, prestando la voce al personaggio del Re Luigi. “Io doppio lui, anzi Louie. Insomma Re Luigi. E non provate a dire che ci somigliamo!” ha scritto sul suo profilo Facebook, annunciando la notizia ai fan.

Giancarlo Magalli première il libro della giungla
Giancarlo Magalli

In una recente intervista a Affaritaliani.it Giancarlo Magalli sul suo personaggio ha dichiarato: “Stiamo parlando di un bestione gigante, di una sorta di gigantopiteco, una gorilla alto 20 metri che per giunta è un re. Quindi ho dovuto dare un tono imperioso, fare una voce cavernosa. In verità all’inizio il personaggio è mellifluo deve convincere il piccolo Mowgli a portargli il fuoco, quindi lo blandisce. Portami il fuoco, io sono ricco, farò ricco anche te. In questo frangente la voce è più accattivante, più dolce. Invece quando Mowgli gli dice di no, Re Luigi comincia a diventare prepotente, gli corre dietro, gli vuole fare del male, allora la voce diventa profonda, aggressiva. Re Luigi, è una sorta di politico, rappresenta il potere e quando non gli danno retta si arrabbia molto un po’, come avviene nella realtà”.

Il film “Il Libro della Giungla“, da pochi giorni nelle sale cinematografiche italiane, sta riscuotendo un grande successo, conquistando grandi e piccini, con la sua storia e la grande morale contenuta dentro di essa. “E’ una storia che insegna a convivere nella diversità, ci fa vedere animali di razze diverse stabilire un patto – conclude Giancarlo Magalli Un patto di civile convivenza, nei periodi di emergenza siccità, quando si trova l’acqua non ci si mangia l’uno con l’altro. Questa dovrebbe essere una lezione per la politica, noi di emergenze purtroppo ne viviamo molte e non smettiamo mai di sbranarci”.

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