“Nessuno mi può giudicare”, commedia sentimentale dell’esordiente Massimiliano Bruno, arriva nelle sale dal 16 marzo. Tra i protagonisti c’è Paola Cortellesi che diventa una escort per necessità e inganna il coatto Raoul Bova innamoratosi di lei, nascondendogli il suo vero mestiere. Si ride, ma si riflette anche sull’attualità.

Nel film Alice (Cortellesi) è una 33enne snob e un po’ cafona con una vita perfetta: abita in una villetta nei quartieri della Roma bene, è sposata, ha un figlio, un Suv e tre domestici extracomunitari, ma quando suo marito muore in un incidente, scopre di essere rimasta sul lastrico e tutto per lei diventa un incubo. Il cambiamento è radicale: trasferimento in periferia, debiti da saldare e una vita da riprogrammare per evitare che le venga tolto il figlio. Il mestiere più antico del modo è la soluzione e Alice, con l’aiuto della professionista Eva, si trasforma nella escort Morena, capace di guadagnare anche mille euro ad appuntamento. Poco sexy e molto imbranata con la sua nuova identità, si ritrova a trattare con clienti vip, politici, imprenditori, furbetti vari e personaggi strani, e con il tempo impara a conoscere e ad apprezzare l’umanità multietnica e popolare che la circonda e le dimostra affetto e solidarietà.

Il film, infatti, oltre alla sua, racconta tante storie che si intrecciano, come quella di Giulio (Raoul Bova), il gestore di un internet point che finisce per innamorarsi di Alice, quella di Lionello (Rocco Papaleo), portiere razzista fuori dalle righe, del cameriere pakistano Aziz, del depresso Biagio e di tanti altri.
Il regista di “Nessuno mi può giudicare Massimiliano Bruno ha raccontato la sua prima esperienza dietro alla macchina da presa. “Ho iniziato con Paola Cortellesi nei piccoli teatri romani e poi ho scritto tanto per la tv e il cinema, con questo film sono arrivato a fare quello che volevo; uso la comicità e il divertimento per far passare anche un messaggio sociale di tolleranza e condivisione razziale. Siamo nella società del compromesso in cui alcuni devono fare scelte dolorosissime”.



Sulla scelta degli interpreti, tutti attori di teatro con cui ha lavorato e che conosce da tempo, Bruno ha aggiunto: “La Cortellesi è un’attrice straordinaria, lavoriamo insieme da 15 anni e ha saputo trasformarsi da pariolina arrogante in una persona che apprezza l’umanità. Raoul Bova, inoltre, raramente ha fatto il coatto di periferia. Si è spinto molto avanti con il capello rasato alla Borriello e l’orecchino, ha studiato molto la gestualità e la postura adatte”.

 

 


E l’attore ha confermato: “Non ho mai fatto una commedia così, non mi sono quasi riconosciuto rivedendomi; all’inizio non volevo accettare, non avevo capito bene la storia, poi mi ha convinto Paola e ho visto il mondo che raccontava il film, quello di un quartiere popolare ricco di sentimenti, umanità e solidarietà”.
Per arrivare a parlare di un argomento così attuale il regista ha confessato di aver “intervistato delle escort” e di “aver scoperto certe cose ancora prima che venissero pubblicate le intercettazioni”.

1 COMMENTO

  1. Adoro la Cortellesi, è una delle migliori nel mondo dello spettacolo, ora come ora. E quindi mò si sposa? Beh… da fonti ‘quasi’ certe il grande evento dovrebbe essere tra fine novembre e inizi dicembre! Congratulazioni ai prossimi sposi 😀

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