Sono stati cinque i film italiani coinvolti nella sfida per le categorie più contese, miglior film e miglior regista, e a fare incetta di statuette è stato il film che meno ci si sarebbe aspettati pensando che in pista ci fosse “Mia madre” di Nanni Moretti, che ha incantato il pubblico di Cannes mettendo a dura prova persino due amati all’estero come Matteo Garrone e Paolo Sorrentino.

“Anime Nere” di Munzi: è trionfo da nove statuette ai David di Donatello 2015

David di Donatello 2015 Francesco Munzi e Matteo Garrone
David di Donatello 2015 Francesco Munzi e Matteo Garrone

In silenzio ma con grande dignità e rispetto è stato Anime Nere di Francesco Munzi ad avere la meglio, film che entra con delicatezza e coraggio nel mondo della ‘ndrangheta, un argomento spinoso e che sfida il cinema, dati i numerosi tentativi che vengono fatti ogni anno per raccontare la criminalità. Il film di Munzi ha convinto, conquistando ben nove statuette per miglior film, regista, canzone originale, produttore, fonico di presa diretta, fotografia, montatore, sceneggiatura, musicista. Emozionatissimo il regista, che ha raccontato la storia di un film nato piccolo ma diventato grande e non con poca sorpresa: “Sono strafelice soprattutto per la troupe e i collaboratori, che hanno tenuto duro su un progetto molto difficile, dal percorso anticonvenzionale”, ha detto con entusiasmo Munzi. Partito da Venezia il film infatti ha conquistato anche l’estero, numerose vendite e riscontri positivi sul New York Times e il Los Angeles Times. Una grande vittoria, ancora, per il cinema italiano.

Miglior attore ad Elio Germano per “Il Giovane Favoloso” e Miglior Attrice a Margherita Buy per “Mia Madre”

Secondo per numeri premi “Il giovane favoloso” di Mario Martone per il meritatissimo premio come miglior attore protagonista ad Elio Germano, e ancora miglior truccatore, acconciatore, scenografo e costumista. Per Nanni Moretti trionfano Margherita Buy come miglior attrice protagonista e Giulia Lazzarini come miglior attrice non protagonista.

La grande sorpresa però è il film di Edoardo Leo “Noi e la Giulia”, premiato dal David Giovani e per il miglior attore non protagonista a Carlo Buccirosso, che ha ritirato il premio sul palco sempre con la sua graditissima comicità.

Meritato anche il premio come miglior documentario di lungometraggio a “Belluscone-una storia siciliana” di Franco Maresco, e quello al miglior film straniero per “Birdman” di Alejandro Gonzales.

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