E’ una commedia del tutto immersa nei colori, odori e sapori cubani, Faccio un salto all’Avana. Un film al cinema, esordio alla regia per il giovane Dario Baldi, in cui la simpatia dei due protagonisti Enrico Brignano e Francesco Pannofino (che interpretano due fratelli che sono l’uno l’opposto dell’altro) trova un teatro ideale in una terra da sempre meta del turismo europeo, ricca di contraddizioni ma anche di una straordinaria vitalità. Parliamo naturalmente di Cuba.


Fedele e Vittorio sono due fratelli romani, orfani e dai caratteri opposti. Fedele posato, buono, disponibile e Vittorio sveglio, cinico, prevaricatore sempre pronto ad approffitarsi del fratello e degli altri. I due crescono stando sempre insieme si sposano con due sorelle figlie di un ricco imprenditore, il commendator Siniscalco, cercando di sistemarsi. Ma mentre Fedele assolve ai suoi doveri matrimoniali con la maggiore solerzia possibile, Vittorio invece consuma adulteri e accumula sempre più debiti col gioco. Un giorno la sua auto viene ripescata in fondo a un lago e tutti lo credono morto. Fedele è così costretto a sobbarcarsi il vuoto lasciato dal fratello. Consolare la cognata accudire le nipotine gemelle appena nate e risarcire il debito al suocero, tutto mentre sopporta una moglie irascibile. Fino al giorno in cui casualmente, dopo 6 anni, Fedele e la famiglia scoprono che Vittorio è ancora vivo e vive all’Havana, Cuba. Fedele parte istantaneamente, convinto di riportare indietro il fratello facendo leva sulla sua sensibilità e i suoi doveri paterni, ma non è l’unico a prendere il volo per l’isola. Lo seguono anche una investigatrice ingaggiata da Siniscalco e Barbara, l’ex-amante di Vittorio ancora perdutamente innamorata di lui. Fedele, arrivato a Cuba, scopre che Vittorio è conosciuto come “El Tiburon” perché con la complicità di una ragazza cubana, Almadedios, organizza truffe ai “turisti de chicas”.



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