Un altro successo annunciato per Checco Zalone: con il suo nuovo film Quo Vado, al cinema dal 1 gennaio, sbanca al botteghino e supera anche se stesso. Sicuramente le circa 1500 sale italiane che si sono (ancora una volta) inchinate alla nuova commedia del comico barese uscito da Zelig lasciavano ben sperare, ma che già dopo 24 ore si parlasse di nuovo record per il cinema italiano sembrava una possibilità ancora lontana, memori degli incassi esorbitanti di Sole a Catinelle, il secondo film più visto in Italia di tutti i tempi dopo Avatar (se pensiamo che poi il biglietto del film di James Cameron aveva anche un costo inferiore).

Checco Zalone nuovo film Quo vado dal 1 gennaio al cinema

Quo Vado: record di incassi per il nuovo film di Checco Zalone

Il film Quo Vado di Checco Zalone fa il pieno di incassi. Alla mezzanotte e mezza del 31 dicembre, solo il circuito Uci ha registrato 133 mila presenze, pari a 1.150.000 euro, mentre le sale The Space hanno contato 95 mila presenze, pari a 850.000 euro. Per un totale complessivo di ben  7 milioni di euro. Cifre che mettono in secondo piano addirittura quelle dei film precedenti: i 2.718.522 di Che bella giornata e i 2.354.057 dello stesso Sole a catinelle appaiono ora quasi…  la normalità! Dati fra l’altro assolutamente provvisori come tiene a precisare, soddisfatto, ai microfoni dell’ANSA il produttore Pietro Valsecchi, in quanto mancano ancora quelli di circa 250 sale. Una soddisfazione che deriva anche dall’ottima accoglienza da parte della critica,  tante infatti le recensioni positive e gli applausi della stampa. Il motivo è presto detto: giunto al suo quarto film, Zalone è riuscito meritevolmente a staccarsi dall’etichetta di “provinciale” riuscendo con il regista Gennaro Nunziante a dare un respiro più introspettivo e cosmopolita alla commedia. Senza dimenticare quel taglio irriverente che da sempre contraddistingue la sua comicità, Quo vado si rivela un film più maturo dei precedenti e aperto alle questioni sociali del nostro paese. In fondo, tutti noi siamo degli eterni “Checco”, cresciuti con il “mito” irraggiungibile del posto fisso sia al lavoro che a casa con mammà!

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