In uscita “Abbraccialo per me” il film del regista Vittorio Sindoni. La pellicola ha avuto il patrocinio del Garante dell’Infanzia Vincenzo Spadafora, grazie al delicato tema trattato e alla denuncia del dramma di tante famiglie lasciate sole e con il problema della psichiatria “farmaceutica”.

Cinema news – “Abbraccialo per me”, che vede tra i protagonisti la bravissima ed esperta attrice Stefania Rocca ed il giovane Moisè Curia, già nel cast del successone televisivo “Braccialetti rossi“, sarà nelle sale cinematografiche dal 21 aprile. Il film è diretto e prodotto dal regista Vittorio Sindoni, il quale ha ricevuto un invito al Quirinale per la giornata dedicata alla sensibilizzazione per l’autismo, grazie al suo impegno cinematografico in tal senso, la produzione pronostica già un grande successo di pubblico.

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Nel cast, oltre ai già citati Stefania Rocca e Moisè Curia, Vincenzo Amato, Giulia Bertini, Paola Quattrini, Giulia Bertini, Pino Caruso, Paolo Sassanelli, Luigi Diberti, Alberto Lo Porto, Rodolfo Baldini e Loredana Martinez.

Abbraccialo per me conferenza stampa
Abbraccialo per me (foto Ansa)

Il regista Vittorio Sindoni in conferenza stampa ha raccontato la sua esperienza in questo ultimo film: “Sono stato invitato al Quirinale in occasione della giornata dedicata alla sensibilizzazione per l’autismo e ho scoperto che c’è una nuova terminologia per definire chi è affetto da disabilità mentale. Non li si definisce più così, il termine più adatto è disabilità intellettiva. Ho deciso di adottare lo stesso termine anche io, credo che possa fare la differenza, stimolare una maggiore sensibilità da parte delle persone così dette “normali”. Il mio film è un tentativo di sensibilizzazione e di superamento della paura che può provare l’uomo semplice con persone del genere. È una storia drammatica ma piena di grandi sentimenti, che spero possa servire per abbattere alcuni muri. Che la gente possa uscire dal cinema e fare dei piccoli gesti di solidarietà nei confronti di persone come la madre e il figlio descritti nel film, fargli capire che non sono soli. La comunità oramai esclude e non include più persone come Francesco, che non a caso nel film è soprannominato dispregiativamente “Ciccio tamburo”. Ringrazio molto gli attori”, Stefania mi ha accompagnato fin dall’inizio. Dalla sceneggiatura il primo pensiero è andato alla madre, una madre che ha dovuto spegnere la sua vita, che si è reclusa in casa per badare a suo figlio”.

L’attrice Stefania Rocca sottolinea invece la drammaticità e l’intensità delle emozioni che l’anno colpita nel leggere la sceneggiatura del film, che poi l’hanno portata ad accettare l’interpretazione: “Quando ho letto la sceneggiatura ho pianto, poi ho incontrato Moisé e abbiamo iniziato a lavorare insieme sui nostri personaggi. La sua interpretazione di Francesco lo ritrae come un ragazzo attivo, impulsivo, che si comporta seguendo una sua logica. E mi è venuta in mente la frase di Alda Merini. Qual’è il limite tra la creatività e la follia? Il mio personaggio è quello di una madre che difende suo figlio da una società che al contrario non gli perdona nulla, da una serie di interferenze da parte del mondo esterno che provocano solo dolore in persone che hanno semplicemente una forma diversa di stare al mondo. Girando il film poi, ho iniziato a capire un altro aspetto del mio personaggio. Caterina difende suo figlio dal mondo, ma così facendo lo relega. Ha una forma di cecità, che è anche una forma di vergogna: non ammette davanti al mondo che suo figlio ha dei problemi, perché il mondo ci fa vergognare anche di cose per le quali non bisognerebbe vergognarsi”.

Nel film ci saranno le musiche originali di Fabio Frizzi e la bella indimenticabile canzone di Simone Cristicchi ‘Ti regalerò una rosa‘.

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